
Sardegna di Giuseppe Dessì
Poi" Matt" sinuoso e imponente, mangia con buon appetito.
"Selvaggia" assisa sul tavolino del salotto, aspetta con regale sussiego..la sua pappa!
Mangiano tutti bene, ma bisogna stare attenti ai lupotti- Mariano e Mirtilla - i piccini che piano piano si insinuano tra "Matt e Selvaggia" per mangiare anche il loro cibo -Famelici!
sono in crescita , dico io
Ma questi, sdegnati, si allontanano.. offesi per "Lesa Maestà "!!
..Per poi tornare dopo che son riuscita a tenere a bada i disturbatori
Sono sereni e con loro la loro nonna..
Buon viaggio alla loro" MAMMETTA" che è in giro per L'Indocina....
La chiamano Costa Verde perché gli arbusti di lentischio e corbezzolo scendono fino al mare offrendo protezione a una colonia di cervi in continua crescita, che trova cibo e tranquillità al riparo di valli e dune di sabbia.
Ma si potrebbe chiamarla anche costa del silenzio, come quei villaggi, molti dei quali abbandonati, che per decenni hanno rappresentato la grande epopea della miniere, cominciata cinquemila anni fa con i fenici, proseguita sotto i Romani fino agli spagnoli e ai giorni nostri.
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Il silenzio: quello dei palazzi fatti costruire da imprenditori inglesi, tedeschi e francesi nell'Ottocento e all'inizio del Novecento, quello delle gallerie dove faticavano migliaia di minatori compresi donne e bambini, quello degli impianti che costituiscono uno degli esempi più affascinanti di archeologia mineraria.
 E soprattutto il silenzio delle spiagge, lunghe lingue di sabbia che si distendono per chilometri, interrotte da scure scogliere. Frequentate da turisti che cercano soprattutto tranquillità , perché questi territori non sono stati ancora aggrediti dall'urbanizzazione selvaggia che ha cambiato il volto di molti litorali della Sardegna.
La Costa Verde offre uno dei paesaggi più affascinanti di tutto il bacino del Mediterraneo.

MA CHE CALDO FA?????