
Sardegna di Giuseppe Dessì
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Ispirata da un post di VIQUE, comparso sul Giramundo, trascrivo uno stralcio dall'articolo di Alberto Mingardi, apparso su Libero, per confrontare i pareri.
"Diavolo d'un Soru!
Ha da mesi un'idea fissa: la disinfestazione della Sardegna dal turismo smargiasso e arruffone con l'obiettivo d'una sua preservazione a vantaggio dei sardi futuri.
La bellezza delle coste merita attenzione ed è un dovere tramandare ai nostri figli le meraviglie (...) che abbiamo ereditato. La Sardegna occupa un posto di rango.
Lo stesso scopo però può essere perseguito in modi diversi: con la carota o col bastone. Soru è del partito della "mazza da Baseball" possibilmente piantata tra i denti dell'avversario. Così, dopo aver varato una giustamente discussa tassa sul lusso... ora il governatore mette mano alla più classica delle armi: l'ESPROPRIO, stavolta non proletario, ma naturistico, ambientale.."
da Libero 17 Settembre 2006
Condivido in pieno ciò che Soru fa in questo momento,
anzi, lo esorterei a perseguire fino in fondo questi obiettivi
per tutelare la sardegna da ulteriori speculazioni.
E voi, cosa ne pensate?
di Mores
traduzione de GLI ANGELI
Il mio letto ha 4 angoli
ai quali si appoggiano 4 angeli:
due ai piedi, due nella testata.
La Madonna sta al mio fianco
e mi dice: "dormi e riposa,
non aver paura di nulla
che c'è Dio,
Narciso, Matteo, Luca e Giovanni.
Non t'inganni mai il falso nemico.
Cristo viva e Cristo regni
e ci difenda da ogni male."
(Bardaneri, va bene così?)
A maridu meu.
Buddusò è un paese di 4200 abitanti (Buddusoini), situato nel Logudoro, in provincia di Olbia-Tempio, al confine della provincia di Nuoro, a 700 m d'altitudine.
Il borgo di Buddusò, circondato da sugherete, è famoso in tutto il mondo per il granito che costituisce una delle fonti principali di reddito per molti abitanti.
L’abitato conserva ancora integri gran parte dei caratteristici edifici ottocenteschi in granito.
Varrebbe la pena visitare questo paese in occasione delle sagre campestri e feste patronali, organizzate da un comitato (Sos Socristantes) aiutato anche da altri volontari che provvedono a reperire i fondi necessari alla festa, casa per casa, chiedendo delle offerte ad ogni abitante.
Proprio oggi, per chi facesse in tempo ad avvicinarsi, si festeggia Santa Reparada, conosciuta da secoli, molto allegra e folkloristica, tale da attirare ogni anno migliaia di turisti perché viene offerto a tutti il cibo.
"La domenica a pranzo si cucinano le interiora di carne bovina e la sera del vespro si fa la minestra chiamata per tradizione "su brou de sas concas" .
Il lunedì e' festa grande: dopo le celebrazioni religiose, a pranzo si fa lo spezzatino con il brodo chiamato "sa cassola", servito all'antica nei piatti in ferro-smalto bianco, ad ogni famiglia o gruppo di amici che prende posto sotto maestose querce da sughero e lecci.
Subito dopo ci si diverte con i balli tipici, le sfilate in costume sardo e con i canti del coro di Budduso'. .
Si da inizio alle danze! Divertimento assicurato sino a tarda serata; poi se qualcuno non ha voglia di ballare ci sono tantissime bancarelle di giochi, vestiti, torrone, ecc. che fanno passare il tempo e sono anche un po' occasione di socializzazione.
Infine il martedì la carne dei bovini che avanza viene divisa e venduta alla popolazione che ne ha fatto richiesta."
La festa patronale comprende le ricorrenze dei Santi ANASTASIA, Quirico e Ambrogio, coprendo un'intera settimana di festeggiamenti.
La processione di S. Anastasia, festeggiata 2 settimane dopo la Festa di S. Reparada, prevede la sfilata di costumi tradizionali sardi, balli in piazza, canti a tenore, a chitarra, suonatori di fisarmonica e launeddas.
I presenti si procurano una seggiola dalle proprie abitazioni e si preparano ad assistere alla gara poetica in lingua sarda (dispute in versi tipici della tradizione isolana, dove due o piu' improvvisatori- ricordiamo i grandi Piras, Tuccone e Sotgiu- si cimentano su argomenti scelti e comunicati loro solo all'inizio della manifestazione).
Non manca il momento del gioco e delle competizioni sportive, tra cui anche le gare degli asini..!
San Quirico, il Santo Bambino martirizzato, compatrono di Buddusò, si festeggia nella stessa settimana, quando una processione porta il simulacro del Santo per le vie del paese e, dopo le Messe iniziano i festeggiamenti civili, con sfilate di costumi, balli sardi in piazza, sfilata dei cavalli con le coppie in costume, canti ....e l'invito per un caffè vino o dolci per tutti i presenti, nei locali dietro la chiesa, da parte della "Socristantìa".
Il giorno successivo alla festa di San Quirico, inizia quella di San Ambrogio.
"L'antica chiesa del Santo, risalente al primo millennio, è situata in campagna, nell'estrema periferia del paese.
E' costruita con pietre di granito squadrate e non, legate non con la malta cementizia ma con il fango, proprio come i nuraghi!
All'esterno presenta dei contrafforti di notevoli dimensioni; ed e' sprovvista di finestre ma presenta delle feritoie.
La festa si anima dopo la messa ed inizia con la sfilata a cavallo dove i cavalieri per tradizione fanno finta di andare sopra la gente che porta in processione il santo intorno alla chiesa, giro che fanno per 2 volte."
A pranzo si invita la popolazione a mangiare, dove partecipano tutti i gruppi folk dei paesi circostanti pranzo invitato da "Sos socristantes".
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A parte le sagre, merita sicuramente la tradizione antichissima de
"Su foghilone de Santu Ciuanne",
nella notte tra il 23 e il 24 giugno: nei vari rioni, si accendono, con la pianta chiamata "su calacasu" (un piccolo cespuglio, dal profumo forte con foglie piccole e il fiore dal color giallastro) grandi dei fuochi in onore di S. Giovanni.
Ogni abitante rivolge l'invito ad una persona, che poi rimarrà "comare" o "compare" per tutta la vita, con molto rispetto e, prendendosi sottobraccio saltano nelle fiamme per 3 volte, recitando la seguente filastrocca: